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Edvard Munch

La vita

Munch nasce in Norvegia nel 1963, è stato un artista fondamentale per la nascita del movimento espressionista, anche se lui stesso non ha mai voluto aderire a un movimento. La sua infanzia è stata segnata dalla morte della madre e della sorella, eventi che hanno sicuramente introdotto nella sua vita tristezza e angoscia. Completa gli studi ad Oslo e successivamente si reca a Parigi dove conoscerà artisti come Gauguin e Van Gogh. Nel 1892 espone a Berlino, ma nonostante il rifiuto della critica, viene considerato un maestro per i giovani che si opponevano alla cultura ufficiale. Muore nel 1944.


L’urlo

“Camminavo per strada con due amici. Il sole era al tramonto e cominciavo a sentirmi avvolto da un senso di malinconia. A un tratto il cielo si fece rosso sangue. Mi fermai, appoggiandomi a una staccionata […], e fissai le nubi infiammate che gravavano, come sangue e spada, sul fiordo nero bluastro e sulla città. I miei amici continuarono a camminare. Io rimasi inchiodato in piedi, tremante di paura, e udii un grido forte e infinito trafiggere la natura.” Queste sono le parole con cui Edvard Munch descrive il suo più celebre dipinto: L’urlo.
All’interno di questo quadro, l’artista racconta una sua angosciante percezione. Il celo viene rappresentato da delle pennellate allungate di rosso, la staccionata è una linea diagonale che dà idea di profondità, i due amici sono delle sagome che si stanno allontanando, mentre l’artista viene rappresentato con forma quasi scheletrica.

A cura di Giorgio La Monica